From the rush hour
with love...

Addio ad un mito

— Posted by kiahra @ 01, 24th- 11:10
Tutti abbiamo dei modelli, dei miti professionali di cui ammiriamo il lavoro, lo stile, lo spessore umano.
Il mio è Riszard Kapuscinski, probabilmente il più grande reporter del secolo scorso. Viaggiatore instancabile, ottimo osservatore e narratore appassionato, ma soprattutto grande uomo, costantemente mosso dall'idea che non si possa fare quello che chiamava 'il buon giornalismo' stando chiusi negli alberghi per occidentali o facendo gli embedded nelle mani di questo o quell'esercito. Guidato da quest'idea, ha vissuto e raccontato guerre e rivoluzioni in Africa, Sudamerica e Unione Sovietica, consultando le strade e le loro voci invece dei comunicati stampa, ascoltando racconti e opinioni di soldati, contadini e ragazzi piuttosto che andare ad intervistare politici e potenti di turno.
Oggi che Kapuscinski se n'è andato, scrivo questo messaggio per dirgli grazie. Grazie per tutto quello che ha insegnato a quelli come me, che vogliono fare giornalismo soprattutto per aiutare le persone a conoscere e capire il mondo. So già che non ci saranno spazi di ricordo sulle prime pagine, o lunghi servizi strappalacrime ai telegiornali, e so anche che ormai tanti, troppi (ahimè anche tra gli 'scienziati della comunicazione' come me) non sanno nemmeno chi sia, ma non importa. Lui ha sempre parlato per quelli che volevano sapere, riflettere, farsi delle domande, e loro di certo non dimenticheranno facilmente il suo messaggio...
"Il vero giornalismo è quello intenzionale, vale a dire quello che si dà uno scopo e che mira a produrre una qualche forma di cambiamento".

Regole per girare a Milano

— Posted by kiahra @ 01, 15th- 13:26
Per il viandante inesperto e per quello che si illude di essere esperto, qualche rapido consiglio sulla viabilità milanese:
- se due strade vi sembrano parallele, molto probabilmente non lo sono. Non provate mai una cosa del tipo 'ne prendo una, poi appena posso imbocco una traversa e raggiungo l'altra': non funzionerà, e finirete spersi in viuzze intemedie.
- se sbagliate a svoltare, siete finiti. Non cercate di tornare al punto di partenza, sarebbe inutile (e per accorgervene ci mettereste quantomeno mezz'ora). Non provate a ricongiungervi al percorso che originariamente avreste dovuto seguire, vi incasinerete soltanto. Piuttosto cercate di capire più o meno dove siete e sperate nella buona sorte.
- se siete stati previdenti e vi siete studiati la strada da prendere su una cartina prima di uscire, abbiate sempre cura di portare la suddetta cartina con voi. Il disegno su carta non è infatti quasi mai fedele alla realtà, e spesso è fortemente fuorviante (soprattutto se si tratta di una cartina di Tuttocittà).
- se sul vostro percorso è previsto che incontriate una piazza, state molto attenti. Le piazze di Milano spesso non sembrano tali, si travestono da svincoli del tram o da slarghi, oppure hanno dimensioni esagerate e un numero di via traverse che neanche l'arc ed triomphe a Parigi. In ogni caso, non sono mai semplicemente tonde o quadrate, ma hanno forme improbabili (trapezio, ovale spiaccicato, triplo rettangolo incastrato, esagono, triangolo isoscele e così via)
- quando sarete ormai al culmine dell'isteria o della disperazione, potrà capitarvi di incontrare il Salvatore dei Girovaghi, mascherato da ignaro passante. Attenzione però: le sembianze che assume tendono ad essere inaspettate, quindi non sperate di essere salvati dal vecchiettoconbastone o dalla signorinaconcartelletta. Il Salvatore preferisce prendere le sembianze, ad esempio, di un marocchino che aspetta il tram all'1 di notte o di un islamico praticante con lunga barba che gira in bici alle 2.30.

Rosso

— Posted by kiahra @ 01, 2nd- 21:16
La mia piantina ha fatto un fiore, anzi due. Piccoli piccoli e un po' isolati in cima al rametto più alto, ma rossissimi e bellissimi.
Mesi e mesi di cure, meticolose ricerche della collocazione migliore, acqua ogni tre giorni, potature regolari, concime appropriato e paroline affettuose hanno dato i loro frutti: lo sterpo triste e spelacchiato approdato qui per caso un natale fa è diventato una pianta alta, forte, verde e (fin troppo) rigogliosa.
Come dice la volpe al piccolo principe, è il tempo che ho dedicato alla mia rosa che rende la mia rosa importante. Anche se non è una rosa. 

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