From the rush hour
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Estremo Oriente

— Posted by kiahra @ 03, 29th- 20:34
Per capire la Cina non servono libri, corsi, seminari e conferenze.
Per capire la Cina basta un film, basta 'Still Life'. Per il contenuto, due vicende emblematiche di un paese che si crea e si distrugge, rimescolando persone, spazi, rapporti, sentimenti, raccontate con il ritmo lento della meditazione orientale. E per la forma, tecnicamente magistrale: una regia innovativa e classica allo stesso tempo, ricca di tagli ed inquadrature di grande ispirazione artistica, e una fotografia vivida e sgranata da foto a colori anni settanta, con un curioso uso artistico di sfocatura e controluce.
Come direbbe l'ameno critico, da non perdere.

Considerazioni

— Posted by kiahra @ 03, 25th- 16:29
Sintetici appunti, di ritorno da Perugia, sui protagonisti del festival del giornalismo
- Magistrale: Piero Ottone. Non solo un grande giornalista, un grande uomo. Che difende l'obietività, l'attenzione al fatto, la necessità ci scrivere giornali 'che parlino anche a chi ha la terza elementare', l'inutilità di un Ordine che vincola l'accesso alla professione giornalistica. E che fa tutto questo dimostrando grande amore per il suo lavoro e orgoglio per ciò che ha fatto, ma senza mai guardare dall'alto in basso nè eccedere nell'autocelebrazione (di cui, in verità, avrebbe ben diritto. Quantomeno più di altri che la praticano con snervante costanza...) 
- Sorprendente: Oliviero Bergamini. Sarà che io ero rimasta ancora alla sua versione TGR Lombardia, però mai mi sarei aspettata una tale maturità professionale e solidità di principi. Oltre ad una predisposizione al racconto e ad una dialettica coinvolgente ma mai retorica. Complimentoni!
-Deludente (ammesso e non concesso che si possa definire 'delusione' il constatare che una persona che si riteneva antipatica ed arrogante in realtà è esattamente come ce la si aspettava): Marco Travaglio. A parte la vocazione, che trovo molto fastidiosa e inopportuna per un giornalista, a fare comizi e arringare la folla, pecca fastidiosamente di disonestà intellettuale. Perché sebbene gli vada riconosciuto il merito di aver messo insieme un buon libro di denuncia sul cattivo comportamento della stampa italiana, sarebbe auspicabile da parte sua citare che prima di lui ha già riflettuto su alcune cose (ad esempio Andrea Purgatori sull'ipocrisia del concetto di missione di pace).
- Emozionante: David Randall (caporedattore Independent on Sunday). Per la passione e la fiducia nella 'missione' del giornalismo d'inchiesta e nell'importanza di dare spazio e attenzione a chi si batte per svolgerlo al meglio. E per la bellissima frase 'il giornalismo investigativo viene dal cuore; se lo senti dentro, vuol dire che puoi farlo'.
- Stimolanti: Mazen Kerbaj e Talal Krais, rispettivamente vignettista e giornalista libanesi. Che hanno raccontato un Libano amaro ma pieno di entusiasmo ed aspirazioni per il futuro, e soprattutto hanno dato a noi italiani provincialotti una grande lezione di apertura, pluralismo e attenzione all'altro (alla faccia degli ottusi stereotipi sul 'mondo arabo chiuso ed integralista')
- Da sostenere: Monica Maggioni. Per l'impegno e la dedizione, per la voglia disperata di un'informazione televisiva seria, efficace, di qualità, anche nei telegiornali, anche sulle questioni difficili come l'Iraq. Lo stereotipo dell'embedded incapace di dare informazioni attendibili distrutto da martellate di professionalità.
[Nb. La scelta di parlare di questi e non di altri, tipo Sposini o Ezio Mauro, non è casuale, ma vuole sottolineare la cosa che meno mi è piaciuta di questo festival: la gran differenza di affluenza tra le conferenze dei 'famosi' e quelle dei meno conosciuti. Perché l'incapacità di uscire dagli schemi è una brutta cosa per gli aspiranti giornalisti...]

Lo sapevate...?

— Posted by kiahra @ 03, 5th- 15:00
Una breve lista di amene considerazioni da fase post-weekend, della serie chi l'avrebbe mai detto:
- anche a Milano esistono i centri sociali. No, non il Leonkavallo, quelli seri, dove gli oggetti pseudoartistici penzolanti da muri screpolati non sono solo uno status symbol e la gente che suona è decisamente meno famosa di, che ne so, Carmen Consoli (il fatto che sia altrettanto decisamente meno brava in questa fase non è rilevante);
-  il parco Sempione non è più il glorioso covo degli spaccini che incuteva un sano timore riverenziale nei miei dolci tempi liceali. Ora è un luogo pseudo-sano, le mamme ci portano a spasso i bambini nel passeggino e la domenica ci si installano pure le giostre e i banchetti di zucchero filato;
- gli ex-concorrenti di 'Amici' non sono tutti idioti. Almeno una, tale Monica Hill, 29 anni, da SanMarino, non lo è. Anzi... Gli altri membri della categoria prima di ottenere pari riconoscimento dovranno dimostrare in modo convincente di meritarselo (che tradotto vuol dire restano idioti fino a prova contraria);
- la Carrera non è morta con i gloriosi anni '80. E' ancora tra noi, viva e vegeta, e produce jeans a prezzi umani e magliette proponibili. Allora è possibile sopravvivere alla Levi's...
Da Rieducational Channel per oggi è tutto, alla prossima... (cosa che detta da una che lavora per RaiEdu potrebbe suonare non poco inquietante).

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