Psikopatia
Sono davvero stanca. Stressata pure. Chiusura del numero di giugno come al solito in ritardo, spoglio elettorale da seguire (e domattina dovrò scrivermi il pezzo di riepilogo risultati+commenti cercando di scacciare la depressione post votum inevitabile per una comasca di sinistra), ultime due puntate di TvTalk tra format ed equilibrismi politici, l'addetta stampa kaibakh che aspetta mie notizie e la proposta di articolo su Rumesh ancora da lanciare. Con in più il malditesta altalenante che ogni tanto passa a salutarmi, buca una tempia a caso e se ne va.
La cosa assurda è che sono estremamente felice di questa condizione. Lo stress è il mio stato psicofisico naturale, mi dà benessere ed ispirazione, mi aiuta a fare e pensare sempre di più. Nei mesi scorsi, costretta alla semi-inattività, appassivo e mi rinsecchivo come un fiore senza acqua. Ero spenta, depressa e perennemente stanca del non aver nulla da fare. Ora invece sono tornata ai bei tempi del neurone iperattivo, dell'agenda strapiena, delle sovrapposizioni improbabili di letture ed impegni, degli attacchi di creatività delirante che si sfogano nei modi più improbabili. Sprizzo scintille di argento vivo.
In attesa di raggiungere il miraggio dell'adeguata retribuzione...
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