From the rush hour
with love...

Hasta siempre

— Posted by kiahra @ 05, 21st- 19:34
Lo so, avevo promesso di smetterla con i miei attacchi di attivismo teorico. Però che ci posso fare, quando si tratta di George Jackson perdo ogni remora. Leggere 'I fratelli di Soledad' a 15 anni è una di quelle cose che ti cambiano la vita...
 
"Scaraventatemi pure all'altro mondo, la discesa all'inferno non mi cambierà. Tornerò strisciando a dargli la caccia sullo stesso sentiero. Non stroncheranno mai la mia vendetta, mai, mai. Faccio parte di un popolo di giusti, lento all'ira ma irrefrenabile nella rabbia. Ci raduneremo davanti alla sua porta in tale numero che il pestare dei nostri piedi farà tremare la terra."
(G. Jackson, 1970)

Frasi della settimana

— Posted by kiahra @ 05, 19th- 12:33
L'estate è ormai vicina, e i neuroni pian piano si rilassano. Come dimostrano le affermazioni sottostanti, siamo nel periodo delle parole in libertà (anche detto "verba volant... fortunatamente!"):
- "Il topo Stilton io vorrei vederlo in una trappola... una bella trappolona, squiiiierk!" (M. Morpurgo, caporedattore di Diario)
- "la storia siamo noi è un po' come chuck norris: è inutile farsi domande, vince sempre" (M. Villa, analista TvTalk)
Allegria!!!

Insofferenza e fastidio

— Posted by kiahra @ 05, 11th- 20:31
Sarà che sono in fase di repulsione verso il cattolicesimo. Sarà che non ne posso più degli integralisti che vogliono continuamente metter becco nel mio stile di vita. Sarà che sono da sempre una grande sostenitrice della necessità di avere rispetto (che, mi piace ricordarlo, è qualcosa di più della tolleranza) per chi fa scelte che non condivido. In ogni caso, vedere il Papa che come argomento chiave del primo pontificale dal Brasile sceglie il rifiuto dell'aborto, la difesa della famiglia tradizionale e la riscoperta del valore della verginità prematrimoniale mi dà la nausea. Ma porca ...vacca, in un paese dove molti non hanno nemmeno da mangiare, i ragazzini delle favelas a 10 anni girano armati e spacciano droga, la criminalità organizzata ingaggia (e non di rado vince) vere e proprie battaglie urbane con la polizia, questo arcaico moralista intollerante non trova niente di più rilevante di cui parlare???
E poi si chiedono perché la gente perde la fede.

Letteraria-mente

— Posted by kiahra @ 05, 5th- 20:16
Ieri sera, su gentile coercizione di qualcuno di cui non faccio il nome, mi sono trascinata fino a fuoridalmondo (leggi zona porta Vittoria) per sentire Marco Philopat. Già, perché anche se il 99% delle persone erano lì per Salvatores e Baricco, io no. Io volevo vedere dal vivo il punk italiano per antonomasia. E avevo voglia di qualcosa di sanamente originale, emotivo ed emozionante, sincero ed ispirato. Qualcosa che mi desse una sana scossa di rivoluzione del quotidiano sotto la pelle. Qualcosa che sapesse di realtà come il bellissimo titolo del suo primo libro, "Costretti a Sanguinare". La prosa raffinata, autoreferenziale ed autocelebrativa, quella no, grazie. Quella va bene per i critici letterari seri, non per me.
Ovviamente, Philopat non ha deluso. Anzi mi ha quasi stupito con un reading vibrante e teatrale, racconto delle manifestazioni del'77 dagli occhi di chi le ha viste da dentro, e ci credeva davvero. Quanta vita, quanta forza, quanta verità.
Puro nettare per lo spirito.

Lavoro(?)

— Posted by kiahra @ 05, 3rd- 20:02
Ieri ho cominciato uno stage. Bene.
Questo dovrebbe voler dire che finalmente sono attiva, faccio davvero qualcosa. Ovvio.
E magari che ho anche un minimo di rientro economico. Giusto.
In realtà faccio meno di prima (perché non avendo per ora alcun vero compito giornalistico sto in ufficio davanti al pc o a chiacchierare con i redattori o a leggere gli editoriali cattolicomilitanti di Socci su Libero - si, un po' sono masochista), continuo a tendere all'annoiato e quando arrivo a casa mi larvizzo perché con il diluvio di ieri mi è venuto il raffreddore. E, naturalmente, soldi zero.
Le cose nella vita non vanno mai come ce le aspettiamo...

ps. nella sezione foto ho inserito finalmente anche quelle di Berlino. Hope you'll like...

Incredibile... ma vero!

— Posted by kiahra @ 04, 29th- 21:34
Venerdì ho comprato le mie prime scarpe eleganti con tacco10. Ieri sera ho passato 15 (o forse anche 20) minuti davanti allo specchio per farmi il trucco adatto ad una serata anni settanta. Non dico che sono diventata veramente donna, però la mia parte femminile sta maturando paurosamente. Tra un po' di tempo potrei essere in grado di abbinare al volo borsa trucco e scarpe, e magari se aspetto abbastanza comincerò pure ad andare dall parrucchiere più di una volta (scarsa) all'anno.
Quante cose sono cambiate dalla kiahra di 10 anni fa, punkettona estremista e stropicciata fiera dell'aspetto da maschiaccio. Niente più magliettozze oversize con disegni di dubbio gusto (indimenticabile quella dei Millencolin con il canarino morto), jeans con spille da balia in ogni dove, maglioni giganti di papà volutamente sbracati e cascanti ad effetto sacco-di-patate, trucco minimalista (o forse sarebbe più corretto dire 'svogliato') correttore e righina di matita nell'occhio, capelli spettinosi... No, quelli no. Quelli li ho orgogliosamente conservati. Insieme all'anellino al pollice (non più di moda almeno dal cambio di secolo), all'amore incondizionato per i pantaloni bracaloni comodosi e pieni di tasche, alla passione per il nero dall'intimo al cappotto, alla smaccata preferenza per le scarpe da ginnastica (meglio se adidas) d'inverno e le ciabatte infradito d'estate. E sicuramente ad altre cose che ora non mi vengono in mente.
Certo, si cresce, ma certe cose non cambiano mai...

Cucina esotica

— Posted by kiahra @ 04, 25th- 04:37
La prima regola per mangiare in un ristorante etnico (si potrebbe aprire un dibattito su questa inquietante espressione, prometto di farlo prima o poi ma ora mi manderebbe fuori tema) è non chiedersi mai quali ingredienti compongano il piatto che si ha davanti. Ad esempio, spero di non scoprire mai cosa mettono i cinesi nella mia adorata zuppa agro-piccante, perché temo che la gioia con cui la mangio sparirebbe rapidamente. Né voglio sapere da che pianta è stato prodotto il vegetale che mi hanno servito stasera al ristorante cingalese, talmente macerato in salsa e spezie da rendere impossibile il riconoscimento al palato. Però buono, gustoso e stuzzicante.
In certi casi, ne sono convinta, è meglio l'ignoranza. 

Comunicazione di servizio

— Posted by kiahra @ 04, 23rd- 14:57
Ho finalmente inserito le foto (beh, non proprio tutte, ma prometto di completare l'opera al più presto) nella sezione Album. Chi volesse darci un'occhiata le trova qui (sempre distribuite con licenza Creative Commons).
E se qualcuno se lo chiedesse, quella seduta in mezzo agli 'angioletti' sono proprio io... 

Black hole

— Posted by kiahra @ 04, 19th- 21:30
Per essere una dark non basta mettersi un vestitino vintage che vorrebbe fare effetto retrò ma in realtà provoca solo effetti allucinanti (del tipo 'ho nascosto un ombrello aperto sotto la gonna' oppure 'mi hanno arrotolato in un'enorme tovaglia di pizzo').
Non basta una pettinatura improbabile ed asimmetrica che generalmente prevede pareti di testa rasata, nè una cascata di capelli sfibrati stratinti di nero che cadono sugli occhi stile madonna del petrolio (espressione gentilmente presa in prestito dalla mia mamma).
Non basta ricoprirsi di catene (con annessi anelli metallici, lucchetti, manette e quant'altro), borchie, teschi di ogni foggia e colore o altri accessori molto rock.
Per essere una dark non basta mantenere una pallore cadaverico, truccarsi da panda (altra espressione presa in prestito, stavolta da un personaggio che di darkettone vere o presunte ha una grande esperienza) e girare con lo sguardo imbronciato da artista incompresa/aspirante suicida.
Non basta indossare una maglietta dei Joy Division (soprattutto se la si accompagna con la faccia di chi non ha la minima idea di chi siano) o dei pantaloni di lattice modello Catwoman (che a parte il fatto che a nessuna staranno mai bene come a Michelle Pfeiffer tendono a somigliare paurosamente a sacchi della spazzatura arrotolati stretti stretti intorno alle gambe).
Non solo: non basta nemmeno vestirsi di nero.
E allora che cosa ci vuole per essere una dark? Non ne ho la minima idea. Non ho mai detto di esserlo. Io sono, come ho scritto qualche tempo fa in un'auto-presentazione, una ex-punk mai pentita. Però non ne posso più di questo mondo di poser, in cui la persona più vera è il mio amico Diego che confessa candidamente di essere sempre stato lo sfigato del primo banco.

Caro direttore

— Posted by kiahra @ 04, 16th- 14:36
Ho sempre sostenuto che una delle cose più interessanti di TvTalk è la possibilità di incontrare i personaggi televisivi 'off record', o comunque in una situazione di interazione diversa dalla fruizione tradizionale, e così scoprire qual è la loro vera natura. Viene così fuori che, ad esempio, la tanto ammirata Daria Bignardi è una gran spocchiosa, o che la regina del varietà Milly Carlucci è un'ottima professionista non priva di intelligenza brillante. 
Oggi è stata la volta di Gianni Riotta, uno di cui devo ammetterlo avevo una certa stima, anche se trovo il suo TG1 un po' ingessato e privo di innovatività nei temi e nei punti di vista. Bene: Riotta è uno stronzo. Arrogante, maldisposto, maleducato e spudoratamente asservito al ruolo istituzionale. Quando ha detto che vorrebbe fare un TG che parla di più ai giovani credevo di esplodere in una risata isterica. Che delusione... 

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