Per il viandante inesperto e per quello che si illude di essere esperto, qualche rapido consiglio sulla viabilità milanese:
– se due strade vi sembrano parallele, molto probabilmente non lo sono. Non provate mai una cosa del tipo 'ne prendo una, poi appena posso imbocco una traversa e raggiungo l'altra': non funzionerà, e finirete spersi in viuzze intemedie.
– se sbagliate a svoltare, siete finiti. Non cercate di tornare al punto di partenza, sarebbe inutile (e per accorgervene ci mettereste quantomeno mezz'ora). Non provate a ricongiungervi al percorso che originariamente avreste dovuto seguire, vi incasinerete soltanto. Piuttosto cercate di capire più o meno dove siete e sperate nella buona sorte.
– se siete stati previdenti e vi siete studiati la strada da prendere su una cartina prima di uscire, abbiate sempre cura di portare la suddetta cartina con voi. Il disegno su carta non è infatti quasi mai fedele alla realtà, e spesso è fortemente fuorviante (soprattutto se si tratta di una cartina di Tuttocittà).
– se sul vostro percorso è previsto che incontriate una piazza, state molto attenti. Le piazze di Milano spesso non sembrano tali, si travestono da svincoli del tram o da slarghi, oppure hanno dimensioni esagerate e un numero di via traverse che neanche l'arc ed triomphe a Parigi. In ogni caso, non sono mai semplicemente tonde o quadrate, ma hanno forme improbabili (trapezio, ovale spiaccicato, triplo rettangolo incastrato, esagono, triangolo isoscele e così via)
– quando sarete ormai al culmine dell'isteria o della disperazione, potrà capitarvi di incontrare il Salvatore dei Girovaghi, mascherato da ignaro passante. Attenzione però: le sembianze che assume tendono ad essere inaspettate, quindi non sperate di essere salvati dal vecchiettoconbastone o dalla signorinaconcartelletta. Il Salvatore preferisce prendere le sembianze, ad esempio, di un marocchino che aspetta il tram all'1 di notte o di un islamico praticante con lunga barba che gira in bici alle 2.30.
questo vale per molte città, ricordo un capodanno a roma con una vicenda analoga a quella della cartina 🙂